Parliamo più o meno degli 8-9 anni. Guardandomi intorno mi sembra questa l’età in cui iniziano ad avere dubbi sull’esistenza di Babbo Natale…soprattutto quando in classe hanno compagni con fratelli maggiori che già sanno.
Il mio primo figlio devo dire che è stato bravo, perché ha mantenuto il segreto con il fratello, come gli avevo pregato di fare quando gli diedi la “tragica notizia”. E in questi anni è stato anche al gioco, continuando anche lui a scrivere la lettera a Babbo Natale, per far vedere al fratello che esisteva sul serio!
Ora siamo al secondogenito che è già dall’anno scorso che mi chiede se Babbo Natale esiste veramente.
Ai suoi primi dubbi ho preferito tentare di salvare il salvabile, rispondevo che certo, esisteva e come! Che era proprio lui che la notte di Natale volava con la sua slitta trainata dalle renne per portare i regali a tutti i bambini del mondo.
Vedevo mio figlio sollevato (anche perché si fida di quello che gli dice mamma) ma sempre con qualche punto interrogativo che usciva dalla sua testa. Punti di domanda che si trasformavano in domande veramente difficili per me :-/

“Ma scusa mamma ma se Babbo Natale entra dal caminetto, come fa a venire a casa nostra che il caminetto non lo abbiamo??”
“Beh ma nel nostro caso, non avendo il caminetto, entra dal giardino”
“Ma lui non ha la chiave, che fai gli lasci la finestra aperta?”
“Beh si per forza”
“Ma cosi potrebbe entrare un ladro di notte”
“:-/”
(aiutoooooo)

E ore a discutere in un dialogo che si faceva sempre più improponibile. Ma alla fine riuscivo a cavarmela in qualche modo e lui alla fine scriveva la sua lettera a Babbo Natale!

Quest’anno ci risiamo. Proprio ieri riesce fuori l’argomento…ma stavolta niente domande o dubbi. Solo una secca affermazione!

“Mamma comunque secondo me Babbo Natale non esiste!”
“E perché pensi questo ora?”
“Beh perché ho pensato che è impossibile che delle renne volino, non hanno mica le ali”
“Ma sono renne magiche…loro possono volare”
“Ma figurati! E poi la slitta anche. Per volare, minimo minimo dovrebbe essere una slitta a motore”
“hum :-/”
“E poi questo Babbo Natale che vive li da solo al polo nord ma da chi è nato? Possibile che nessuno abbia mai sentito parlare della mamma di Babbo Natale?”
“Ma si amore, anche lui avrà una mamma”
“Se vabbeh! E’ tutto troppo strano e secondo me i regali li portano i genitori. Anche perché se no, per quale motivo volete sempre leggere le nostre letterine? Lo fate per sapere quali regali vorremmo”
(aiutoooooooo)

Alla fine, indecisa sul da farsi, ho dirottato la conversazione su altro, tipo “mi passi l’insalata? che dite c’è poco sale o va bene cosi?
Ma poi questa mattina ci ripensavo. Glielo dico o no? Tanto più si avvicina il Natale e più l’argomento riuscirà fuori a sorpresa quando meno me lo aspetto e vorrei trovarmi pronta!
E’ un antico dilemma. Mi piange il cuore rovinare questa bellissima favola, con la quale tutti noi da bambini abbiamo sognato, sospirato, sorriso, stupendoci di questo uomo vecchio e barbuto a cui lasciavamo la cena in cucina, cercando di svegliarci la notte per coglierlo in flagrante mentre metteva i regali sotto l’albero, o spiando dalla finestra nella speranza di vedere una slitta volare nel cielo.
Ecco, spezzare questo sogno mi da un grande dispiacere.
Ma forse, pensavo, mi dispiacerebbe ancora di più mentirgli in un momento in cui evidentemente sta diventando grande e ha gli strumenti per capire di più certe cose…anche per affrontare la delusione di una favola che non esiste. Si, a questo punto, non ho più la sensazione di farlo credere in una favola magica, ma di dirgli una bugia!
(Tra l’altro ricordo che quando lo dissi al figlio maggiore, lui ne fu felice perché si sentì grande, trattato da bambino grande che ora sapeva un segreto degli adulti. Si, mi chiese anche “ma ora che lo so, non riceverò più nemmeno un regalo?”. Ma rassicurato su questo, lo vidi proprio sollevato).

Morale della favola: penso che lui ormai sia pronto. E in questi giorni gli “confesserò” l’amara verità. Forse sono io che non sono preparata all’idea che anche il secondo figlio sia ormai diventato grande… 😉

E i vostri figli? Sanno che non esiste? Che domande vi hanno fatto? E come avete risposto?
Raccontatemi che sono curiosa…

2 thoughts on “Lo dico a mio figlio che Babbo Natale non esiste?

  1. beh io credo che fino a quando la “bugia” è generica, favolistica, è giusto mantenerla perchè i bambini hanno bisogno di sogni, di credere ad un mondo magico e irreale distante dal quotidiano. Quindi ben vengano Babbo Natale, gli gnomi e le fate, le stelline animate, l’amico immaginario.
    Quando, però, i dubbi e le domande si fanno specifiche, razionali, quando non si crede più alle renne che volano, continuare nella finzione è, secondo me, una mancanza di stima verso il bambino. Lui sta mostrando la sua intelligenza, il suo ragionamento logico, negarlo è un po’ prenderlo in giro. Un genitore sa quando è arrivato questo momento dal quale non si può tornare indietro…
    Oltre tutto è già molto difficile rispondere a domande imbarazzanti su tanti argomenti inevitabili che, veramente, ci si può evitare di doversi inventare una mamma di Babbo Natale, o far credere che nella notte magica, lasciando le porte aperte, i ladri rispetteranno le case per lasciare libero l’accesso ai regali senza rubarli!
    Buon Natale a tutti 🙂

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